Disturbi d’ansia

Una larga parte di noi ha avuto e potra avere un disturbo d’ansia nel corso della propria vita.

l’ansia di per sè è un’emozione naturale e universale; è generata da un meccanismo psicologico di risposta allo stress , il quale svolge la funzione di anticipare la percezione di un eventale pericolo prima ancora che quest’ultimo sia chiaramente sopraggiunto, mettendo in moto specifiche risposte fisiologiche che spingono da un lato all’esplorazione per identificare il pericolo ed affrontarlo nella maniera più adeguata e, dall’altro, all’evitamento e alla eventuale fuga, nonchè in una serie di fenomeni neurovegetativi come l’aumento della frequenza del respiro, del battito cardiaco (tachicardia), della sudorazione, le vertigini ecc. tali fenomeni dipendono dal fatto che, ipotizzando di trovarsi in una situazione di reale pericolo, l’organismo ha bisogno della massima energia muscolare a disposizione, per potere scappare o attaccare in modo più efficace possibile, scongiurando il pericolo e garantendosi la sopravvivenza.

l’ansia, quindi, non è solo un limite o un disturbo, ma costituisce una importante risorsa, perchè è una condizione fisiologica, efficace in molti momenti della vita per proteggersi dai rischi, mantenere lo stato dallerta e migliorare le prestazioni.

Quando l’attivazione del sistema ansiogeno è eccessiva, ingiustificata o sproporzionata rispetto alle situazioni, però siamo di fronte ad un disturbo d’ansia, che puo complicare notevolmente la vita di una persona e renderla incapace di affrontare anche le più comini situazioni.
I disturbi d’ansia conosciuti e chiaramente diagnosticabili sono i seguenti:

  • fobia specifica (aereo, spazi chiusi, ragni, cani, gatti, insetti, ecc.)
  • disturbo di panico e agorofobia (paura di stare in situazioni da cui non vi sia una rapida via di fuga)
  • disturbo ossessivo compulsivo
  • fobia sociale
  • disturbo da stess acuto o post-traumatico da stress
  • disturbo d’ansia generalizzata

La fobia

  •  La fobia e una paura marcata e persistente con caratteristiche peculiari:
  • è sproporzionata rispetto al reale pericolo dell’oggetto o delle situazioni;
  • non può essere controllata con spiegazioni razionali, dimostrazioni e ragionamenti;
  • supera la capacità di controllo volontario che il soggetto è in grado di mettere in atto;
  • produce l’evitamento sistemico della situazione-stimolo temuta:
  • permane per un periodo prolungato di tempo senza risolversi o attenuarsi;
  • comporta un certo grado di disadattamento per l’interessato;
  • l’individuo riconosce che la paura è irragionevole e che non è dovuta ad effettiva pericolosità dell’oggetto, attività o situazione temuta.

La fobia è dunque una paura estrema, irrazionale e sproporzionata per qualcosa che non rappresenta una reale minaccia, chi ne soffre è sopraffatto dal terrore all’idea di venire a contatto magari con un animale innocuo come un ragno o una lucertola, o di fronte la prospettiva di compiere un’azione che lascia indifferenti la maggior parte delle persone(ad esempio, il claustrofobico non riesce a prendere un ascensore).

Le persone che soffrono di fobie si rendono conto dell’irrazionalità di certe situazioni emotive, ma non possono controllarle.

L’ansia da fobia si esprime con sintomi fisiologici come tachicardia, disturbi gastrici e urinari, nausea, diarrea, senso di soffocamento, rossore, sudorazione eccessiva, tremito e spossatezza, si sta male e si desidera una cosa sola: fuggire!

scappare, d’altra parte è una strategia di emergenza, la tendenza ad evitare tutte le situazioni o condizioni che possono essere associate alla paura, sebbene riduca sul momento gli effetti dell paura, in realtà costituisce una micidiale trappola: ogni evitamento, infatti, conferma la pericolosità della situazione evitata e prepara l’evitamento successivo. tale spirale di progressivi evitamenti produce l’incremento, non solo della sfiducia nelle proprie risorse, ma anche della reazione fobica della persona, al punto da interferire con la normale routine dell’individuo, con il funzionamento lavorativo o scolastico oppure con le attività o le relazioni sociali. il disagio diviene così sempre limitante.

Attacco di panico

Tachicardia, sudorazione improvvisa, tremore, sensazione di soffocamento, dolore al petto, nausea, paura di morire o di impazzire, brividi o vampate di calore, sono solo alcuni dei sintomi che caratterizzano un attacco di panico.

chi lo ha provato lo descrive come un esperienza terribile, spesso improvvisa ed inaspettata, almeno la prima volta, è ovvio che la paura di un nuovo attacco diventa immediatamente forte e dominante.

il singolo episodio, quindi sfocia facilmente on un vero e proprio disturbo di panico, più per la “paura della paura” che altro.

la persona si trova rapidamente invischiata in un tremendo circolo vizioso che spesso si porta dietro l’agorafobia, ovvero l’ansia relativa all’essere in luoghi o situazioni dai quali sarebbe difficile o imbarazzante allontanarsi, o nei quali potrebbe non essere disponibile un aiuto, nel caso di un attacco di panico inaspettato.

diventa così pressochè impossibile uscire da casa da soli, viaggiare in treno in autobus o guidare la macchina, stare in mezzo alla folla o in coda, e così via.

l’evitamento di tutte le situazioni potenzialmente ansiogene diviene la modalità prevalente ed il paziente diviene schiavo del suo disturbo, costringendo spesso tutti i familiari ad adattarsi di conseguenza, a non lasciarlo mai solo e ad accompagnarlo ovunque, con l’inevitabile senso di frustrazione che  ne deriva  e che può condurre ad una depressione secondaria

Disturbo ossessivo compulsivo

Caratteristica essenziale di questo disturbo sono pensieri, immagini, o impulsi ricorrenti che creano allarme o paura e che costringono la persona a mettere in atto comportamenti ripetitivi o azioni mentali.  il disturbo è caratterizzato da ossessioni e compulsioni. almeno l’80% dei pazienti con questo disturbo ha sia ossessioni che compulsioni. le ossessioni sono pensieri , immagini o impulsi che si presentano più e più volte e sono al di fuori del controllo di chi li sperimenta. tali idee sono sentite come disturbanti e intrusive, e, almeno quando le persone non sono assalite dall’ansia, sono giudicate come infondate ed insensate. Inoltre queste persone possono preoccuparsi eccessivamente dello sporco e dei germi, possono essere terrorizzate dalla paura di avere inavvertitamente fatto del male a qualcuno, di poter perdere il controllo di sè e diventare aggressive in certe situazioni, di aver contratto malattie infettive o di essere omosessuali, anche se riconoscono che tutto ciò non è realistico. le ossessioni sono accompagnate da emozioni sgradevoli, come paura disgusto, disagio, dubbi, o dalla sensazione di non aver fatto le cose nel modo giusto, e gli innumerevoli sforzi per contrastare non hanno successo, se non momentaneo.

le compulsioni vengono anche definite rituali e sono comportamenti ripetitivi (lavarsi le mani. riordinare controllare) o azioni mentali (contare, pregare  ripetere formule mentalmente) messe in atto per ridurre il senso di disagio e l’ansia provocati dai pensieri  e dagli impulsi tipici delle ossessioni, un tentatico di elusione del disagio, un mezzo per controllare l’ansia.

in generale tutte le compulsioni che includono la pulizia, il lavaggio, il controllo, l’ordine il conteggio, la ripetizione ed il collezionare si trasformano in rigide regole di comportamento e sono spesso bizzarre e eccessive.

 Fobia sociale

La fobia sociale è un disturbo alquanto diffuso tra la popolazione, secondo alcuni studi la percentuale di persone che ne soffre va dal 3% al 13%, e sembra che ne soffrono più le donne che gli uomini.

la caratteristica principale di questo disturbo è la paura di agire, di fronte agli altri, in modo imbarazzante o umiliante e di ricevere giudizi negativi. Questa paura può portare chi ne soffre ad evitare la maggior parte delle situazioni sociali, per la paura di comportarsi in “modo sbagliato” e di venir mal giudicati.

solitamente le situazioni più temute sono quelle che implicano la necessità di dover fare qualcosa davanti ad altre persone, come per esempio esporre una relazione o anche solo firmare, telefonare o mangiare; a volte può creare ansia semplicemente entrare in una sala dove ci sono persone già sedute, oppure parlare con un proprio amico.

Le persone che soffrono di fobia sociale temono di apparire ansiose e di mostrare i “segni” cioè temono di diventare rosse in volto, di tremare, di balbettare, di sudare, di avere batticuore oppure di rimanere in silenzio senza riuscire a parlare con gli altri, senza avere la battuta pronta. Infine, accade spesso che chi ne soffre, quando non si trova in una situazione temuta, riconosco come irragionevole la propria paura e tenda, conseguentemente, ad auto accusarsi e rimproverarsi per non riuscire a fare cose che tutti fanno.

Questo disturbo, se non trattato, tende a rimanere stabile e cronico, e spesso può dare luogo ad altri disturbi come la depressione.

Disturbo post traumatico da stress

Il disturbo post traumatico da stress si sviluppa in seguito all’esposizione ad un evento stressante e traumatico che la persona ha vissuto direttamente, o a cui ha assistito, e che ha implicato la morte, o minacce di morte, o gravi lesioni, o una minaccia all’integrità fisica propria o di altri; La risposta della persona all’evento comporta paura intensa, senso di impotenza e/o orrore.

I sintomi sono:

il continuo rivivere l’evento traumatico persistentemente attraverso immagini, pensieri, incubi notturni;

l’evitamento persistente degli stimoli associati con l’evento o attenuazione della reattività generale: la persona cerca di evitare di pensare al trauma o di essere esposta a stimoli che possono riportarglielo alla mente, l’ottundimento della reattività generale si manifesta nel diminuito interesse per gli altri, in un senso di distacco e di estraneità;

sintomi di uno stato di iperattivazione persistente come difficoltà di addormentarsi o a matenere il sonno, difficoltà a concentrarsi, l’ipervigilanza ed esagerate risposte di allarme.

i sintomi possono insorgere immediatamente dopo il trauma o dopo mesi;

il quadro dei sintomi può essere acuto, se la durata dei sintomi è minore di tre mesi, cronico se ha una durata maggiore, o ad esordio tardivo, se sono trascorsi almeno sei mesi tra l’evento e l’esordio dei sintomi.

Gli eventi traumatici vissuti direttamente possono includere tutte quelle situazioni in cui la persona si è sentita in grave pericolo come i combattimenti militari, aggressione personale violenta, rapimento, attacco terroristico, tortura, incarcerazione come prigioniero di guerra o in un campo di concentramento, disastri naturali o provocati, gravi incidenti automobilistici, stupri, ecc. gli eventi vissuti in qualità di testimone includono l’osservare situazioni in cui un’altra persona viene ferita gravemente o assistere alla morte innaturale di un’altra persona dovuta ad assalto violento, incidente, guerra o disastro, o a trovarsi di fronte inaspettatamente a un cadavere; anche il solo fatto di essere venuti a conoscenza che un membro della famiglia o un amico stretto è stato aggredito, ha avuto un incidente o è morto(soprattutto se la morte è improvvisa o inaspettata) può fare insorgere il disturbo.

Disturbo d’ansia generalizzato

La persona affetta da disturbo d’ansia generalizzato è preda di un’ansia persistente, spesso concernente piccole cose. Il carattere distintivo di questo disturbo è una preoccupazione cronica, incontrollabile, per qualsiasi genere di circostanza o attività; per esempio, queste persone possono essere costantemente terrorizzate dalla possibilità che a un loro figlio capiti un qualche incidente. Il disturbo è così pervasivo da essersi meritato l’appellativo di <>.

Sono inoltre frequenti sintomi somatici come sudorazione, vampate di rossore, batticuore, nausea, diarrea, sensazione di freddo, mani appiccicose, bocca secca, nodo alla gola, respiro poco profondo, pollachiuria (aumento della frequenza delle urine). Tutte queste manifestazioni somatiche riflettono l’iperattività del sistema nervoso autonomo. Anche la frequenza del polso e la respirazione possono essere elevate. A volte vengono lamentati disturbi alla muscolatura scheletrica: tensione e dolenzia muscolare, soprattutto nella zona della nuca e delle spalle; tic alle palpebre e in altre parti del corpo; tremori; facile affaticabilità e incapacità a rilassarsi.

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