Ospedale a Enna – Azienda

Il dipartimento di oncologia, ha di recente potenziato le strutture diagnostiche, grazie alla disponibilità di un colposcopio a fibre ottiche, donato all’ospedale dal Rotary Club di Enna, che consente esami per la diagnosi precoce di alcune forme can-cerogene, e renderà possibile evitare ulteriori viaggi della speranza.ospedale_Enna2
Il primo nucleo dell’ospedale, che nel tempo si è esteso e ingrandito con nuovi fabbricati e nuovi reparti fino a raggiungere l’attuale configurazione, nasce nell’agosto del 1872, nei locali dell’ex convento dei Carmelitani, che il consiglio comunale di Erma con atto deliberativo del maggio 1869 gli aveva destinato, finanziando l’opera con fondi a “destinazione vincolata”.

Nel dicembre del 1892 prende il nome di Umberto I e nel 1898 con regio decreto diviene Ente Morale, dotato di un patrimonio proveniente dai fondi di opere pie, donazioni e sottoscrizioni pubbliche.

Ultimata la ristrutturazione dei locali del Convento del Carmino, l’Umberto I apre ennafinalmente i battenti nel gennaio del 1904, sotto la guida del suo primo direttore, il dott. Pietro Antonio Farinato, con il solo ausilio del suo strumentario personale e con un organico composto da due medici condotti. A questo generoso pioniere della sanità ennese verrà intestato il nuovo ospedale, in contrada Ferrante, ad Enna Bassa, attualmente in via di completamento.

Ed è proprio al trasferimento nella nuova struttura, che punta con grande attesa e grande entusiasmo il personale sanitario, tecnico ed amministrativo dell’Umberto I.

Nella nuova sede i medici porteranno la loro esperienza e il già efficace modello organizzativo, che sino ad oggi ha garantito servizi eccellenti, come ad esempio i due fiori all’occhiello di tutta la struttura, il Poliambulatorio e il Dipartimento d’Emergenza, DEA.

Sarà questo il primo ad essere ospitato nella nuova sede, dotato di un servizio di accettazione ad ogni piano, un’ampia sala di attesa, locali di degenza comodi e luminosi, posti letto forniti di telefono, sale chirurgiche ubicate al primo piano, insieme ad un centro trasfusionale

In collaborazione con il progetto di assistenza domiciliare in franchising.

Inps Inpdap prestiti per infermieri: requisiti per accedervi

La categoria degli infermieri professionali hanno una nuova forma di finanziamento su misura per soddisfare qualsiasi forma di esigenza finanziaria e di credito. Come tutti i fornitori di cure mediche pubbliche quali ASL, distretti ospedalieri e case di cura pubbliche, i medici possono accedere ai prestiti di Inps Inpdap utilizzando il quinto del loro stipendio, i piccoli prestiti Inpdap, mutui e prestiti a lungo termine e / o garantiti.

Sulla base dell’evoluzione dei regolamenti legislativi e normativi ancora in vigore esiste una prima fonte legislativa dal momento in cui sono stati trasposti da D.P.R. n. 225 del 1974. Questa ha cambiato i compiti dell’infermiera generica, attribuendogli alcune altre azioni, derivanti dall’esperienza e dal progresso clinico incluso.

Piccolo prestito inps / inpdap per infermieri

Gli infermieri possono richiedere un piccolo prestito con durata annua, da versare in 12 rate mensili, con un rendimento biennale, triennale e di breve durata, utilizzando un programma di ammortamento mensile di 24, 36 e 48 mesi. Non è obbligatorio presentare allegati e file aggiuntivi dall’autocertificazione, essendo prestiti modesti; Inoltre, non è necessario precisare i motivi per i quali sono richiesti.
Tra le agenzie, prestitimycredit si annovera tra le migliori agenzie che offrono il calcolo della cessione del quinto per dipendenti pubblici.

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Possono essere richieste ulteriori garanzie quando si apre un piccolo prestito?

Nel caso in cui il richiedente non sia credibile dal punto di vista della carica, l’istituto di credito si riserva il diritto di richiedere garanzie aggiuntive quali garanzia, copertura assicurativa e fideiussione. La somma da pagare per un piccolo prestito infermieristico varia in base alla somma della remunerazione netta mensile percepita dal richiedente, anche se generalmente il massimale massimo non è superiore a 5-6.000 euro. Qualunque sia il caso, il tasso di interesse applicato è pari al 4,25 per cento della somma sovvenzione lorda, alla quale verrà inserita una velocità dello 0,5% alla tassa di governo e una per il fondo pericolo INPS.